Radianti a pavimento a basso spessore

Prosegue la nuova rubrica “da Domande a Sapere”. Serie di articoli pensati per raccogliere e rispondere alle domande che abbiamo ricevuto da tuoi colleghi, professionisti e costruttori, che incontriamo nei corsi e convegni. 
 La domanda di oggi:
ci sono delle alternative all’impianto a pavimento tradizionale con il massetto?
 In questo articolo vedremo insieme degli spunti su:– Cos’è e come funzione un impianto radiante a pavimento?– Quali alternative al sistema tradizionale con il massetto?– Quali criteri valutare per scegliere il sistema caso per caso? Nella foto tre esempi di impianti radianti a pavimento che saranno meglio analizzati nell’articolo. Cos’è e come funzione un impianto radiante a pavimento? L’impianto radiante a pavimento è una tipologia di sistema di emissione utilizzato per trasmettere calore o fresco ad un ambiente, tramite l’irraggiamento.Il sistema prevede delle tubazioni disposte a circuito al cui interno viene fatta circolare acqua calda o fredda, in funzione della stagione.Le tubazioni andranno quindi a scaldare il massetto e/o il pavimento e questo, a sua volta, cederà calore per irraggiamento al locale e alle persone. Il concetto di funzionamento è molto simile a quanto già in uso in epoca greca e romana; quest’ultimi lo perfezionarono ulteriormente per utilizzarlo per scaldare le terme e le ville più prestigiose dell’epoca. In quel secolo era conosciuto come ipocausto (dal latino hypocaustum, (da ὑπό = “sotto” e καίω = “brucio”). Il sistema viene in determinati casi preferito* ad altre metodologie di emissione per:– il funzionamento a basse temperature, che si traduce in maggior efficienza energetica;– l’aspetto architettonico che non crea vincoli sull’arredo;– il comfort percepito dall’utente;*Da non dimenticare che l’impianto va correttamente progettato e realizzato. 
Quali alternative al sistema tradizionale con il massetto? Il sistema tradizione più diffuso prevede:– il posizionamento di un “pannello porta tubo”. Questo pannello può essere liscio o bugnato;– la realizzazione di un massetto a copertura dell’impianto. Lo spessore sarà in funzione della tipologia di massetto; mediamente con un massetto tradizionale sono circa 5,0 cm sopra tubo. Con massetti autolivellanti questo spessore può essere ridotto.– il pavimento posato con gli opportuni collanti e accessori. n.b. nell’elenco non sono citati alcuni elementi accessori che sono comunque da prevedere per esempio: il tappettino anticalpestio, le fasce desolarizzanti… Per ridurre lo spessore si potrà lavorare sul massetto o sul sistema che “porta i tubi”. Due possibili alternative a questi sistemi possono essere:
  1. l’utilizzo di sistemi a secco dove la tubazione viene inserita nel massetto e/o pavimento esistente
  2. l’utilizzo di pannelli rigidi porta tubo sui quali posare direttamente la pavimentazione.
 Sistemi a secco con tubazione inserita nel massetto. Questo sistema prevede la creazione dei circuiti direttamente sul supporto tramite una macchina fresatrice.Il supporto può essere un massetto nuovo oppure un supporto esistente (p.es. il pavimento). Questo secondo caso diventa vantaggioso in tutte quelle ristrutturazioni dove non è conveniente demolire il pacchetto solaio esistente e dove non si ha margine per aumentare lo spessore del solaio (altezze interne). Nella foto un esempio di impianto radiante a pavimento realizzato in una ristrutturazione. Le piastrelle esistenti sono state in questo caso pretrattate con un primer. Questo trattamento ha reso “appiccicosa” la superficie liscia delle piastrelle creando così il giusto grip a terra per le macchina fresatrice.  Nella foto un esempio di impianto radiante a pavimento realizzato in una nuova costruzione. Sistemi a secco con pannelli rigidi porta tubiIl sistema prevede la posa, su un supporto nuovo o su un pavimento esistente, di un pannello porta tubo in gesso o materiale isolante (ad alta densità)In questo caso particolare attenzione dovrà essere posta sull’incollaggio/fissaggio del pannello al supporto. Questo non dovrà avere movimenti in seguito alle sollecitazioni termiche a cui è sottoposto. Nel tempo potrebbero infatti portare ad un distacco della pavimentazione e alla disgregazione delle fughe (soprattutto con i grandi formati) Nella foto un esempio di impianto radiante con pannello porta tubo presagomanto in EPS ad alta densità. In questo caso l’impresa ha optato per una distribuzione della colla a tutta superficie, per garantire la massima adesione al supporto.  
Quali criteri valutare per scegliere il sistema caso per caso? I sistemi sopradescritti sono solo alcune delle scelte possibili. La scelta del sistema dovrà essere valutata e progettata ad hoc per il caso.Di seguito una proposta riassuntiva delle caratteristiche dei sistemi sopradescritti. 

La qualità dell’aria in casa

La qualità dell’aria in casa è importante, se non fondamentale, per il benessere e la salute di chi la vive. Questo è quanto emerso dal convegno che si è tenuto il 10 maggio scorso, al Palazzetto Masprone in Piazzale Olimpia a Verona, dal titolo “Epigenetica e qualità dell’aria domestica. L’inquinamento tra le mura di casa e i suoi effetti sulla salute”. L’incontro, promosso da Ance Verona, Filca Cisl Verona e Adiconsum Verona, ha posto l’accento sui pericoli da inquinamento domestico, che possono essere causa di malattie respiratorie, cardiovascolari e di tumori, al pari dell’inquinamento all’aperto, lungo strade, città e aree produttive. Pericoli accertati anche secondo recenti studi statunitensi, tanto da essere considerati tra le principali cause di decesso legate all’ambiente. Tra le sorgenti inquinanti tra le pareti di casa ci possono essere alcuni tipi di materiale da costruzione, vernici, solventi, colle, arredi, mobili e tappezzerie, detergenti per la cura della casa e della persona, disinfettanti, stufe e camini. A queste si aggiungono le sostanze che provengono dall’esterno. A migliorare la salubrità domestica, contrastando l’accumulo d’inquinanti, concorrono diversi accorgimenti, tra i quali un corretto ricambio dell’aria. Particolare attenzione andrà posta in presenza di anziani, malati, bambini e donne in gravidanza. Dopo i saluti di Andrea Allegri, vice presidente Ance Verona e Davide Zardini, segretario generale Filca Cisl Verona, è intervenuto al convegno Ernesto Burgio, pediatra della commissione Ambiente e Salute della Fimp e membro Eceri (European Cancer and Environment Research Institute of Bruxelles). Burgio ha approfondito il tema: “Ambiente e salute del bambino nel XXI secolo: dalla genetica all’epigenetica. Parametri di comfort interno: la salute negli edifici”. Leopoldo Busa, progettista esperto in qualità dell’aria interna, ha affrontato invece l’argomento “La conoscenza come risposta al benessere indoor”. Giuseppe Mosconi, responsabile del progetto Cq ha parlato dell’aria in casa: proposte e soluzioni a tutela del consumatore. Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum Verona, ha concluso il convegno.

Muffa e macchie di umidità sotto la finestra

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A volte compaiono muffa o macchie d’umidità sotto la finestra. Questo problema si manifesta soprattutto, ma non solo, in abitazioni che hanno meno di 15 anni di vita. Le nuove case, se isolate male, hanno maggiori problematiche per quanto riguarda la comparsa di muffa rispetto a quelle vecchie. Paradossalmente la muffa compare di più su un edificio isolato male che su uno non isolato perché l’isolamento non permette al vapore acqueo prodotto di uscire. Negli edifici vecchi, invece, il vapore acqueo usciva ed esce dagli “spifferi”. Spieghiamo allora, in modo semplice, anche per chi non è un tecnico come e perché ciò accade.

Le cause della muffa e macchie di umidità sotto la finestra

Ci sono diverse cause che portano alla formazione di muffa e macchie di umidità sotto la finestra. Spesso alcuni di questi motivi si sovrappongono. I principali sono:
  • Differenza dei materiali costruttivi a contatto come, ad esempio: il marmo dei davanzali, la muratura della parete, il telaio della finestra
  • L’assenza o la posa non corretta dell’isolamento tra la finestra e la parete
  • Esposizione a nord della finestra e della parete con le macchie d’umidità
Ma cosa accade tra la finestra e la parete? La differenza di temperatura in inverno tra il freddo fuori e il caldo all’interno della casa può provocare la condensa. La condensa si forma quando l’aria satura di vapore acqueo incontra una superficie più fredda. Si arriva così a quello che i tecnici definiscono il punto di rugiada: ovvero la formazione di acqua che va a provocare le macchie di umidità e, successivamente, la muffa.

Come risolvere il problema dell’umidità sotto la finestra

Ci sono diversi sistemi per risolvere il problema dell’umidità sotto la finestra:
  1. Isolare correttamente i diversi elementi che sono a contatto attraverso un taglio di tutto il davanzale in marmo tra la parte che sta all’interno e quella che sta all’esterno della casa, inserendo tra le due parti un materiale isolante
  2. Posare uno strato di isolante di buona qualità tra davanzale, parete e finestra
  3. Areare le stanze aprendo le finestre e lasciando che l’aria passi liberamente oppure attraverso un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC)

Macchie di umidità dietro il termosifone

Spesso nelle vecchie case i termosifoni sono posizionati in un incavo sotto la finestra. Dove c’è l’incavo c’è una porzione di muro ridotta rispetto al resto della parete e dunque c’è meno spessore tra l’interno e l’esterno della casa e può passare, attraverso il muro stesso, una maggiore quantità di freddo. La soluzione più semplice per le macchie di umidità dietro al termosifone è quella di inserire dietro al radiatore un pannello di materiale isolante riflettente ad alte prestazioni. Un intervento spesso più efficace è quello di togliere il vecchio radiatore, mettere l’isolante e fare un ulteriore piccolo strato di muratura. A quel punto conviene anche sostituire il termosifone vecchio con un modello moderno più sottile e dalle prestazioni migliori.

Perché si forma la muffa sotto la finestra e come si toglie?

La muffa si forma quando c’è “bagnato”, ovvero c’è presenza d’acqua. La muffa è un agglomerato di piccoli funghi che si sviluppano sulla parete. Ci sono persone allergiche a queste muffe e dunque è meglio toglierle perché potrebbero provocare malessere o asma. Per non disperdere le spore che potrebbero provocare nuove muffe è meglio usare prodotti specifici che uccidano questi funghi, per poi spazzolarli via una volta morti. Esistono diversi prodotti appositi in commercio, e vanno usati rispettando le istruzioni poiché possono essere dannosi per la salute se utilizzati in modo non corretto. Per evitare o risolvere definitivamente muffa o macchie d’umidità sotto la finestra ci si deve rivolgere ad esperti professionisti che analizzino il singolo caso ed individuino la reale causa del problema e propongano la soluzione migliore. Potete contattare qui alcuni esperti di Verona in grado di risolvere il problema di muffa e umidità.    

Areare la casa fa bene alla salute e all’edificio

Fino a pochi anni fa era un’abitudine diffusa aprire tutte le finestre almeno una volta al giorno in qualsiasi stagione per areare la casa. Oggi, forse perché i tanti impegni di lavoro o di studio portano l’intera famiglia ad uscire di casa presto, questa abitudine si è persa almeno in parte. Alcune persone poi pensano, erroneamente, che areare casa sia una necessità soltanto per edifici vecchi e mal isolati. Non è del tutto vero: paradossalmente, infatti, un edificio moderno molto ben isolato, ma senza sistemi di areazione o ventilazione meccanica, può mantenere al suo interno una maggior quantità di umidità rispetto a un edificio “peggio” isolato. Ancora oggi, per la grande maggioranza delle case, l’areazione serve a garantire la salubrità dell’edificio e la salute delle persone e degli animali che vi si trovano all'interno. Una corretta areazione può infatti aiutare a prevenire macchie di muffa e umidità nelle pareti e il distacco degli intonaci. Per quanto riguarda invece la salute umana il ricambio dell’aria in casa in molti casi può evitare o almeno contenere allergie ad allergeni presenti in casa o malattie o disturbi legati allo sviluppo di batteri.

Cosa provoca l’umidità in casa

Tutto ciò che produce vapore acqueo può provocare umidità in casa:
  • La respirazione delle persone e degli animali
  • La cottura dei cibi
  • Gli elettrodomestici come la lavastoviglie
  • I panni umidi stesi ad asciugare
  • La doccia o il bagno nella vasca
  • Gli umidificatori d’ambienti
  • Piante e fiori
  • Le pulizie domestiche come ad esempio lavare i pavimenti
  • Stirare
Il vapore acqueo prodotto da tutti questi elementi va fatto uscire di casa.

I problemi della casa e della salute legati all'umidità

La presenza di un forte tasso di umidità in casa può provocare diversi problemi alla casa stessa. Ecco i principali:
  • macchie di umidità alle pareti e soffitti
  • muffe alle pareti
  • distacco d’intonaci
  • problemi e danni ad alcuni materiali come il legno dei mobili o alcuni metalli (in casi molto gravi)
Per quanto riguarda, invece, la salute dell’uomo si deve sapere che in una stanza non areata i batteri potrebbero permanere più a lungo e, in alcuni casi, anche proliferare provocando disturbi e malattie tra le persone all'interno facilitando, a volte, il passaggio di patologie virali. [caption id="attachment_1227" align="alignnone" width="300"]Ventilazione meccanica controllata per areare la casa areare la casa aprendo le finestre o con l'impianto di ventilazione meccanica controllata[/caption]

Gli effetti positivi dell’areazione per la casa e per l’uomo

Una corretta areazione riduce l’umidità in casa e aiuta ad evitare la comparsa di muffe e macchie e il possibile distaccamento di intonaci. Una casa areata è inoltre più salubre per l’uomo perché, spesso, riduce i batteri e ne contiene la proliferazione.

I problemi di un’errata areazione

Un’errata areazione della casa può però provocare ulteriori problemi all’abitazione e alla salute di chi vi abita. D’inverno un’eccessiva areazione può provocare un abbassamento di temperature che determina un aumento dell’energia e dei costi per il riscaldamento. Se è possibile, dunque, nelle stagioni fredde l’areazione deve avvenire nelle ore centrali, assolate e con temperature meno rigide. Al contrario, in estate è preferibile areare gli ambienti della casa la mattina presto, quando la temperatura è minore e si evita perciò di dover poi far uso eccessivo di sistemi di raffreddamento (condizionatori e climatizzatori). L’areazione della casa in punti in cui lo smog abbia valori particolarmente alti può favorire l’ingresso all’interno dei locali di elementi inquinanti e dannosi per la salute delle persone e degli animali che vi soggiornano.

La qualità costruttiva dell’edificio e i sistemi di ventilazione meccanica controllata

Oggi vi sono edifici costruiti con sistemi di ventilazione meccanica controllata. Questi sistemi di areazione regolano i ricambi dell’aria, minimizzano la presenza di umidità e migliorano in modo autonomo la qualità dell’aria e la salubrità dell’edificio. corsi CQ, trattano molteplici temi sulla qualità degli edifici, tra cui come gestire la loro corretta areazione.

Cos’è il Bim e a cosa serve

Il Bim, acronimo di Building Information Modeling, è un metodo di progettazione per l’edilizia innovativo che contiene e mette in relazione tutte le attività e le persone che concorrono alla realizzazione di un edificio. Il Bim serve a ottimizzare i costi di costruzione e i tempi realizzativi. Oggi ci sono diversi software che supportano il metodo Bim e corsi che ne spiegano il funzionamento.

Come funziona un progetto Bim e quali informazioni contiene

Un progetto Bim prevede che in un unico file vi siano: il progetto architettonico dell’edificio in 3D, le strutture, gli aspetti energetici e i vari impianti. Esso rappresenta un modello di progettazione virtuale che contiene tutte le informazioni per la realizzazione dell’edificio, dal progetto alla costruzione, e la sua stesura prevede la collaborazione di tecnici, architetti, ingegneri, geometri, progettisti, impiantisti e imprese edili. Il Bim contiene le seguenti informazioni relative al progetto di un edificio: 1- gli aspetti architettonici 2- i tempi delle diverse fasi della sua costruzione 3- i vari materiali da impiegare (tipologia, spessori, caratteristiche termiche..) 4- la struttura portante 5- gli impianti termici, elettrici, sanitari e idraulici 6- i costi di realizzazione   [caption id="attachment_1336" align="alignnone" width="300"]dettagli costruttivi bim dettagli costruttivi bim[/caption]

I vantaggi del Bim

Il metodo Bim definisce e pianifica tutte le fasi di costruzione nei minimi dettagli, ad esempio anche la posa delle piastrelle e le finiture degli interni, con i seguenti vantaggi: 1- riduzione o azzeramento degli imprevisti che accadono nel cantiere 2- contenimento dei materiali costruttivi di scarto 3- riduzione dei tempi di realizzazione 4- rispetto dei costi in preventivo 5- verifica, individuazione e correzione di eventuali problemi dovuti ad incongruenze, ad esempio, tra il progetto architettonico e gli aspetti relativi alle strutture e agli impianti 6- computo metrico con quantità e costi precisi 7- verifica degli aspetti energetici dell’edificio 8- verifica del posizionamento di tutti gli impianti per evitare modifiche successive non previste (come ad esempio fori, rotture o opere in muratura aggiuntive) Il Bim si rivela utile anche per le successive fasi di manutenzione in quanto contiene tutte le informazioni sull’edificio.

Il Bim per gli edifici in legno

Il Bim, applicato alla progettazione degli edifici in legno realizzati con pannelli portanti xlam, permette di estrapolare dal software il numero di pannelli e le indicazioni di taglio precise degli stessi, che andranno utilizzati per la realizzazione dell’edificio. Questo senza dover utilizzare altri software specifici. Quindi con un unico software Bim è possibile gestire la costruzione in legno in tutte le sue parti, riducendo l’utilizzo di altri programmi.

I software Bim

La scelta del software Bim è fondamentale e dipende dalle proprie esigenze operative. Il programma per essere adatto alla progettazione Bim deve avere la possibilità di inserire non solo la parte architettonica di un edificio ma anche quella impiantistica, energetica e  strutturale. Molti software fanno 3D e render, sono invece meno quelli che fanno Bim. Sul mercato è possibile trovare software Bim quali Revit Autodesk seguito poi da Allplan, Bentley, Edificius. [caption id="attachment_1337" align="alignnone" width="300"]rendering Bim rendering Bim[/caption]

Convegni e corsi Bim per imparare a progettare

Ci sono buoni corsi di formazione che permettono ad ingegneri, geometri, architetti e tecnici di progettare in Bim usando i software adatti. Il collegio dei costruttori edili di Verona, ovvero Ance, organizza ogni anno a Verona corsi pratici di 80 ore sulla progettazione BIM, con il software Revit. Il prossimo corso si terrà a novembre. Per informazioni si può contattare Ance Verona al numero 045.594764 o alla mail collegiocostruttoriedili@ancevr.it . Inoltre il 27 ottobre, sempre a Verona, si terrà un convegno sul Bim nel quale saranno illustrati casi pratici di progettazione con questo metodo, dei suoi vantaggi e criticità. Per informazioni collegiocostruttoriedili@ancevr.it .    

Come scegliere i corsi di formazione in edilizia

Come scegliere i corsi di formazione in edilizia? I criteri sono diversi e dipendono dalle necessità del professionista. Molti percepiscono l’aggiornamento professionale soltanto come obbligo, dettato dall’entrata in vigore della Riforma delle Professioni (DPR 137/2012), e perciò lo vivono passivamente per l’ottenimento dei crediti o della certificazione che ogni anno si è tenuti ad aggiornare. Per questo scelgono i corsi “più comodi”, quelli che con il minimo sforzo garantiscono più crediti formativi. Eppure questa è una scelta spesso antieconomica poiché, ad un investimento di tempo e denaro, non corrisponde un effettivo miglioramento delle competenze, fondamentale in un mercato che si muove veloce ed è sempre più selettivo. Un corso, come quello proposto da CQ, invece, trasmette conoscenze, linguaggi e metodi che – nel mio caso e anche in quello di tanti altri professionisti con cui lavoro – si rivelano efficaci per accrescere le proprie competenze e creare una rete di relazioni con altri soggetti del mondo dell’edilizia: due fattori che determinano un sensibile aumento delle occasioni di business. [caption id="attachment_1383" align="alignnone" width="300"]Professionisti ad un corso di formazione Cq Professionisti ad un corso di formazione Cq[/caption] Ma com’è possibile, prima di iscriversi, riuscire a valutare l’efficacia di un corso? Ci sono due criteri che, nel mio caso, spesso si sono rivelati efficaci nello stabilire, a priori, l’adeguatezza di un percorso formativo alle proprie necessità reali:
  • L’alternanza tra contenuti nozionistici e aspetti pratici e concreti presentati dagli operatori
  • La presenza di corsisti che si occupano di altre fasi operative del lavoro rispetto alla nostra, con i quali costruire nuove relazioni per future opportunità di collaborazione
Il corso CQ ha risposto ad entrambi i criteri in modo esemplare. Agli aspetti tecnici più innovativi sono sati affiancati case study (spesso cantieri) reali e illustrati dai professionisti che vi hanno preso parte. CQ, inoltre, si traduce in un metodo basato sulla condivisione di un linguaggio tecnico, razionale e funzionale. Questo bagaglio culturale e di competenze comuni e avanzate ha rappresentato e rappresenta per molti corsisti un’opportunità concreta di collaborazione fattiva. Certo: a volte il corso on line, in streaming, rappresenta lo strumento adatto ad ottenere crediti formativi con sforzi relativamente contenuti. E per questo non va demonizzato poiché in alcune situazioni può fare davvero al caso nostro. Diversamente, quando si ha la necessità di crescere e diventare più competitivi, i corsi strutturati come quelli di CQ sono davvero un’opportunità che possono tradurre un obbligo normativo in una svolta professionale.

Convegno Bim a Verona

CQ, Ance Verona, gli Ordini e i Collegi Professionali organizzano un convegno sul BIM a Verona con rilascio di 4 crediti formativi. Il convegno sul BIM è rivolto a professionisti, geometri, architetti, ingegneri, imprenditori e imprese edili, tecnici e maestranze operanti nel settore dell’edilizia e si terrà venerdì 27 ottobre, alle ore 8.30, presso la Sala Convegni dell’Associazione M15 (via Santa Teresa, 2 – Verona). Il convegno approfondirà gli aspetti che possono incidere maggiormente nell’organizzazione sia a livello progettuale che realizzativo, evidenziando tramite l’illustrazione di case history le opportunità connesse all’utilizzo del Building Information Modeling che permette di tenere sotto controllo i tempi e i costi di cantiere e ridurre i possibili errori nella fase di realizzazione o ristrutturazione di un edificio. Al convegno saranno inoltre illustrati alcuni esempi pratici reltivi all’utilizzo di diversi software BIM, per i quali si stanno programmando specifici corsi di formazione. Scopri il programma completo del convegno Bim a Verona Compila la  scheda di adesione  

Corso BIM Verona

CQ, Ance Verona, Ordini e i Collegi Professionali della provincia di Verona, in collaborazione con Orienta+Trium e BIM LAB, organizzano un corso sul BIM Revit a Verona con rilascio di crediti formativi. Il corso sul BIM "GESTIONE DEL PROCESSO EDILE – CORSO REVIT AUTODESK" è rivolto a professionisti, geometri, architetti, ingegneri, imprenditori e imprese edili, tecnici e maestranze operanti nel settore dell’edilizia e si terrà il martedì e il giovedì dalle 9:00 alle 13:00 a partire dal 14 novembre, presso la Scuola Edile ESEV (Via Zeviani, 8 – Verona). Il corso si divide in:
  • Corso Base (28 ore + 8 di workshop)
  • Corso Avanzato (20 ore + 8 di workshop)
  Il corso formativo fornirà gli strumenti necessari per una gestione completa del progetto architettonico tramite l’utilizzo del software BIM Revit Autodesk. Saranno affrontati gli argomenti utili per la creazione di un modello tridimensionale dell’edificio composto da elementi architettonici standard e personalizzati, strutture ed impianti base, fornendo le nozioni necessarie per la gestione dell’intero progetto durante le diverse fasi di sviluppo, compresa l'estrapolazione di computi metrici. Durante il corso sono previsti Workshop nei quali i partecipanti potranno sviluppare un progetto proprio o proposto dalla docenza durante il corso in modo da stabilizzare le conoscenze acquisite ed utilizzarle nell'attività quotidiana.   Scopri il programma completo del corso BIM a Verona Compila la scheda di adesione

Le aziende...la nostra forza!

L’incontro di presentazione della 7^ edizione del progetto CQ  - Costruire in Qualità alle aziende, si terrà mercoledì 22 novembre alle 14.45 nella sede di Ance Verona in via Santa Teresa, 12 - Verona. CQ - Costruire in Qualità è il progetto promosso e ideato sinergicamente tra Ance Verona, Ordine degli  Architetti, Ordine degli Ingegneri, Collegio dei Geometri e Collegio dei Periti industriali, per favorire il  dialogo tra i professionisti della filiera edile. Un metodo costruttivo e una formazione condivisa che uniscono le diverse figure professionali protagoniste: dai progettisti agli ingegneri, dagli impiantisti agli artigiani. Nato nel 2011 ponendosi come mission l’aumento della qualità progettuale e costruttiva per garantire qualità e durabilità sia di edifici nuovi sia di edifici risanati, grazie alla creazione di una piattaforma congiunta tra Ance, Ordini e Collegi Professionali. Un progetto che unisce la formazione al business.   I NUMERI CQ
  • - oltre 800 partecipanti
  • - 29 aziende partner  a Verona
  • - Verona, Varese....Milano e Venezia
   

La certificazione energetica Ape: cos’è e quando serve

La certificazione energetica Ape, ovvero Attestato di Prestazione Energetica, è un documento, obbligatorio in caso di vendita e affitto, che certifica il fabbisogno energetico annuo di un edificio per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione e la produzione di acqua calda sanitaria. L’Ape (in passato chiamato Ace) viene redatto in relazione all’involucro dell’edificio: composizione di pareti, solai, copertura e serramenti.  

Cosa sono le classi energetiche

Le classi energetiche dell’Ape sono il risultato del calcolo energetico dell’edificio. Le dieci classi sono:
  1. A4
  2. A3
  3. A2
  4. A1
  5. B
  6. C
  7. D
  8. E
  9. F
  10. G
La classe peggiore è la G e indica che per riscaldare, raffreddare e produrre acqua calda per un edificio si consuma di più e dunque si spende anche di più per gas, acqua e luce. In un edificio con Ape in classe G l’isolamento è minimo o assente ed il comfort interno è pessimo. Inoltre il calore prodotto all’interno nella stagione invernale esce velocemente verso l’esterno a causa di una combinazione dei fattori sotto riportati:
  • Mancanza o presenza in quantità minima di isolamento delle pareti
  • Mancanza o presenza in quantità minima di isolamento della copertura
  • Mancanza o presenza in quantità minima di isolamento dei solai verso terreno o verso esterno
  • Presenza di serramenti vecchi
Al contrario, un edificio con Ape in classe A1 ha minori costi in quanto consuma meno energia grazie alla presenza di isolamento, impianti e serramenti efficienti. Quindi ci sono meno dispersioni di calore verso l’esterno e c’è un maggior comfort interno. Ad ognuna delle classi, dalla A1 alla G, corrisponde un range di consumo.  L'unità di misura per prestazioni di edifici residenziali è il kWh/mq anno.

Chi calcola e come si calcola l’Ape

Il calcolo per la certificazione energetica Ape viene eseguito da un professionista abilitato, chiamato certificatore energetico, attraverso un apposito software. Per il calcolo dell’Attestato di Prestazione Energetica vengono raccolti tutti i dati dell’immobile: superfici, composizioni pareti, caratteristiche termiche materiali utilizzati, tipologia di impianti, caratteristiche termiche e tipologia serramenti. Questi dati vanno poi inseriti nel software che li elabora e che restituisce due valori: La classe energetica, ottenuta confrontando l’edificio in esame con uno di riferimento con caratteristiche standard. L'indice di prestazione energetica globale (EPgl): ovvero un valore più preciso rispetto alla classe energetica. Negli annunci immobiliari va inserito il valore EPgl (spesso chiamato IPE) e non obbligatoriamente la classe energetica. Il software calcola anche le fonti di energia rinnovabile installate e opera una compensazione tra i fabbisogni energetici e l’energia da fonte rinnovabile prodotta e utilizzata dall’edificio. I documenti da consegnare al certificatore energetico sono: i dati catastali dell’edificio, la planimetria e i libretti degli impianti termici.

Quando è necessario l’Ape

L’Ape è obbligatorio a livello nazionale in caso di nuova costruzione, vendita o locazione degli edifici esistenti (l’Ape deve essere allegato al contratto di locazione o compravendita).  L’Ape è diventato obbligatorio dal 2009 per le compravendite degli immobili e dal 2010 per le locazioni (affitti). Nella maggioranza dei casi l’Ape ha una validità di 10 anni.

Come deve essere eseguita l’Ape

Per legge, il tecnico che esegue il calcolo energetico, è obbligato ad eseguire un sopralluogo nell’edificio a cui rilasciare l’Ape. Il certificatore energetico deve fare un rilievo accurato e raccogliere tutta la documentazione relativa all’edificio e agli impianti Solo dopo aver eseguito il sopralluogo il tecnico può redigere il calcolo.

Quanto costa la certificazione energetica Ape

Il costo della certificazione energetica Ape può variare dai 50 euro a diverse centinaia di euro. La differenza di prezzo dipende da numerosi fattori, e tra questi:
  • l’accuratezza della raccolta dei dati
  • la complessità dell’edificio da analizzare
  • la tipologia di edificio
  • la professionalità di chi calcola la certificazione energetica e il rispetto della legge come, ad esempio, quella sul sopralluogo obbligatorio

Come insonorizzare casa

Insonorizzare casa è una delle azioni che portano a migliorare la qualità della vita di chi abita in un appartamento, in una villetta a schiera o in una residenza singola. I rumori del vicino, del condomine o del traffico, infatti, sono spesso fastidiosi così come quelli di alcuni impianti come condizionatori e ascensori. Come risolvere questo problema? La soluzione più diffusa è quella di utilizzare materiali che permettano l’isolamento acustico della casa o di una singola stanza attraverso l’insonorizzazione delle pareti: il cosiddetto fonoisolamento.

Fonti dei rumori in casa

I rumori sono provocati da onde sonore e possono distinguersi in due categorie: quelli aerei e quelli strutturali/impattivi. I rumori aerei sono quelli che si diffondono attraverso l’aria. Alcuni esempi noti sono la voce, il pianto di un bambino, il clacson e i motori dei veicoli, la musica di uno strumento, l’abbaiare del cane del vicino, la televisione o la radio ad alto volume. Queste onde si propagano prima nell’aria e poi, quando incontrano una superficie solida producono vibrazioni che possono essere in grado di superare pareti non insonorizzate, solai e pavimenti ed arrivare alle nostre orecchie. I rumori strutturali/impattivi sono invece quelli, ad esempio, del calpestio, del vicino che sposta mobili trascinandoli sul pavimento o che usa il trapano o il martello ad orari dove sarebbe meglio fare silenzio.

Soluzioni per l’isolamento acustico della casa

La prima soluzione per l’isolamento acustico di una casa è usare materiali fonoisolanti in grado di smorzare l’onda sonora derivante da rumori esterni o interni all’edificio. Per attutire il rumore si deve perciò rispettare la regola cosiddetta “massa-molla-massa”, ovvero avere pareti, soffitti e pavimenti che prevedano l’inserimento di materiale soffice tra due strati di materiale pesante. Il materiale soffice isolante per i rumori può essere ad esempio lana di roccia, lana di vetro, sughero, fibra di legno o altre soluzioni e pannelli insonorizzanti proposti da aziende specializzate, mentre il materiale pesante può essere il laterizio (mattoni). Quando si costruisce una nuova casa è perciò importante un’analisi da parte degli esperti dei rumori dell’ambiente circostante per poi adottare le migliori soluzioni per l’isolamento acustico. E se la casa è esistente ma è male insonorizzata come accade spesso in una “vecchia” casa? In tal caso alla parete in materiale “pesante”, se è possibile, si può applicare un materiale soffice isolante da chiudere poi con cartongesso, che fungerà da secondo strato di materiale pesante.

Casa e rumori esterni: i luoghi più “fracassoni”

Quando si sceglie dove abitare spesso si dà troppa poca attenzione ai rumori prodotti dall’ambiente circostante. Ma quali possono essere i luoghi più a “rischio”? Sicuramente quelli vicini al traffico e non solo di auto e camion, come ad esempio strade, aeroporti, stazioni ferroviarie e binari di tram o treni. Altre aree a rischio sono quelle dove sono presenti aziende che prevedono lavorazioni rumorose o esercizi pubblici come bar, locali e ristoranti. Anche luoghi di grandi assembramenti come impianti sportivi o piazze possono, talvolta, rappresentare ambienti che richiedono una maggiore accortezza nell’insonorizzazione della casa. Un’altra fonte importante di rumori possono essere i cantieri. Normative e altri riferimenti in materia di rumore: Dpcm del 5 dicembre 1997, zonizzazione acustica comunale, regolamenti condominiali et cetera.

2018 "Spazio" Nell'Edilizia

Attenzioni e strumenti per un coordinamento efficace - con la testimonianza "spaziale" di Maurizio Cheli, Astronauta

Come attuare un coordinamento efficace per prevenire le contestazioni?  Un evento dedicato alla gestione del processo edile: strumenti e attenzioni da valutare durante tutte le fasi di costruzione, dal progetto al cantiere. L’evento annuo del Progetto CQ – Costruire in Qualità, in programma il prossimo 16 febbraio ore 13:30 presso la Camera di Commercio di Verona, promosso da Ance, Ordini e Collegi professionali della provincia di Verona, porrà il focus sui vantaggi competitivi di unefficace gestione del processo edile per ottimizzare costi e tempi di costruzione. Il corretto coordinamento di tutti gli attori che prendono parte alle diverse fasi progettuali e realizzative dell’opera è fondamentale per individuare accuratamente i diversi ruoli. L’evento sarà aperto dalla testimonianza dell’astronauta ed imprenditore italiano Maurizio Cheli, che porterà la sua esperienza e le tecniche adottate che hanno decretato il suo successo.    Nello spazio come in cantiere, sono necessari competenze specifiche ed elevate e gioco di squadra per il raggiungimento dell’obiettivo.   L’incontro poi porrà l’accento sul come prevenire le criticità progettuali e costruttive, grazie all’intervento di Tommaso Dalla Massara (Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona) che illustrerà la corretta stesura del contratto, per tutelarsi prima dell’acquisizione di un determinato lavoro, individuando i soggetti coinvolti e le relative responsabilità. Dalla Massara affronterà, inoltre, lo scenario dei processi edili, quando vi è mancanza di un coordinamento efficace.   A conclusione della giornata, Cristiano Vassanelli  (Consulente esperto in fisica delle costruzioni e docente corsi “CQ - Costruire in Qualità”) presenterà un interessante case-history di un progetto pilota CQ gestito in ogni fase, dai primi incontri di coordinamento tra i tecnici fino alla sua realizzazione, con uno specifico focus sui vantaggi conseguiti.  

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